Alta o bassa temperatura? La verità che nessuno dice sulla scelta del fuoco

Nel tempo mi sono sentito chiedere infinite volte: è meglio l’alta o la bassa temperatura? Come se esistesse una linea netta, una frontiera tecnica oltre la quale si diventa “più ceramisti”. La mia opinione, maturata tra forni accesi e prove fallite, è che non esista un vero confine. Esiste piuttosto un istinto da seguire. La temperatura non è una gerarchia, è un linguaggio. E ogni linguaggio va scelto in base a ciò che vogliamo dire. Il mondo della bassa e media temperatura, troppo spesso considerato minore o decorativo, è in realtà uno spazio immenso di sperimentazione. Non ci sono solo gli smalti da maiolica e le terraglie forti da stoviglieria, ma anche l’universo delle cotture rapide e istintive: la ceramica Raku moderna, quella americana per intenderci, il Saggar firing, il copper matt, l’Obvara. Tecniche vive, imprevedibili, che dialogano con il fuoco in modo diretto e fisico. E soprattutto tecniche che possono essere mescolate tra loro. Si possono usare smalti da maiolica nel Raku per ottenere cavilli inattesi, combinare engobbi e terre sigillate, sovrapporre superfici e atmosfere diverse, lasciare che il fumo, l’ossido e la riduzione diventino parte del progetto. È un territorio dove l’errore diventa segno e la rapidità diventa gesto. L’alta temperatura, dal canto suo, apre un altro paesaggio. Oltre agli smalti vetrosi per stoviglieria, solidi e funzionali, si entra in un mondo di profondità materica: smalti ad effetto lavico, colature controllate, engobbi a strappo, barbottine materiche che si fondono con il corpo ceramico. A temperature elevate il materiale si trasforma in modo radicale, il confine tra argilla e smalto si assottiglia, e si può giocare con il metallo in fusione, con le tensioni superficiali, con la gravità stessa che diventa strumento compositivo. È un lavoro più lento, spesso più strutturato, ma non meno istintivo. Per questo non credo alla domanda “meglio alta o bassa temperatura?”. Credo piuttosto alla domanda: cosa vuoi raccontare oggi con l’argilla? A volte serve la vibrazione rapida del Raku, altre volte la profondità silenziosa di una cottura ad alta temperatura. La vera scelta non è nei gradi del forno, ma nell’ascolto del proprio processo creativo. La temperatura è solo il mezzo. L’istinto è la direzione.

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