sabato 31 dicembre 2016

Felice anno nuovo !!



Un salutone a tutti i ceramisti ed alle ceramiste, che simpaticamente frequentano il laboratorio percorso argilla, ciao a tutti ci vediamo nel 2017 solito posto....solita ora...solita argilla!!

Pinakes corinzio

In questo post vi voglio mostrare un Pinakes (quadretto votivo in argilla) corinzio, realizzato decorando con terra decantata una piastrella  di argilla cruda allo stato cuoio opportunamente lucidata a amno.

Questo oggetto fa parte del corso di pittura vascolare greca, che ho recentemente frequentato presso il laboratorio Ceramiche Calandrini DERUTA ITALIA.







CIAO A TUTTI E BUON 2017.





mercoledì 21 dicembre 2016

Tutorial: idee per realizzare orologi Raku

In questo post vi mostro brevemente alcune idee per realizzare un orologio in argilla e cotto con la tecnica Raku. Nel primo esempio abbiamo utilizzato dell'argilla semirefrattaria, foggiato una lastra e poi appoggiata sopra uno stampo circolare.

 Nella seconda fase abbiamo levigato perfettamente la superficie della lastra e rifilato i bordi 

poi con una pompetta abbiamo disegnato i numeri con del lattice liquido, appena il lattice è diventato gommoso abbiamo spruzzato l'orologio di terra decantata ricavata da argilla da pirofila ( che in cottura raku da quel bel arancione!!)
Poi con una pinzetta abbiamo rimosso il lattice, come nella foto.
 L'orologio  è stato sottoposto ad una prima cottura (biscottatura) ad una temperatura di 1050°C
 In un secondo tempo è stato nuovamente sottoposto ad un'ulteriore cottura, quella Raku, poi dopo aver pulito e lucidato il pezzo con della cera da pavimenti, abbiamo provveduto a montare il meccanismo per il funzionamanto.

Nelle foto successive vi mostro due esempi, il procedimento è analogo al primo, in questo caso non abbiamo utilizzato la terra decantata ma cristallina neutra e colorata.







martedì 13 dicembre 2016

Lekythos Corinzio

Scusate il ritardo ma come potete capire anch'io sono piuttosto occupato a infornare e sfornare vasi e manufatti in argilla pronti per diventare meravigliosi... regali di: Natale!!

In questo post, che precede una serie di post successivi riguardanti la pittura vascolare greca e la pittura corinzia, vi mostrerò un "Lekythos Corinzio"  decorato dal sottoscritto durante il corso di pittura vascolare greca a figure nere organizzato da Mondo Ceramica DERUTA  e tenuto dagli insegnati Rita Rolli e Cesare Calandrini.
Il corso suddiviso in tre giornate piene e belle intense, si è svolto all'interno del laboratorio Ceramiche Calandrini (Deruta).
Per questioni di professionalità, ho deciso di non commentare le foto, pertanto non fornirò volutamente informazioni riguardante la tecnica di decorazione e cottura, posso però consigliarvi caldamente di frequentare il prossimo corso!!
I pezzi sono stati realizzati al tornio dalle sapienti mani di Cesare, tornitore professionista, una magia vederli foggiare detto da me che sono un modestissimo tornitore. 

Torniamo a noi, ora vi mostrerò alcune delle fasi di decorazione del nostro Lekythos.














Colgo l'occasione per ringraziare Rita e Cesare del laboratorio Ceramiche Calandrini per l'accoglienza e la professionalità con cui sanno trasmettere l'arte del saper fare, inoltre saluto Mauro titolare dell'azienda Mondo Ceramica che pazientemente organizza questi magnifici corsi.



lunedì 5 dicembre 2016

Cottura primitiva a cielo aperto



In questo post voglio mostrarvi quanto sia semplice  fare una cottura primitiva a cielo aperto, io non sono un archeologo e nemmeno un esperto in archeologia sperimentale, sono un semplice appassionato di ceramica con tanta voglia di creare e sperimentare come molti di voi che mi seguono.
Per l'esperimento ho foggiato con la tecnica del colombino quatto ciotoloni in argilla da pirofila. Dopo averli fatti asciugare per bene (se non siete sicuri che siano perfettamente asciutti metteteli nel forno per 2 ora a circa 200°C) ho preparato una buca abbastanza grande e profonda da poter contenere i miei ciotoloni, e l'ho riempita di ramaglie.
Poi ho sistemato sul bordo della buca i pezzi per il lento riscaldamento meglio se li ponete con il fondo verso l'alto, quindi ho acceso il fuoco.
 INIZIO COTTURA ORE 10.00



 Ogni 30 minuti circa ho provveduto a ruotare ogni ciotolone di 180°
 Alle ore 12.00 ho capovolto i pezzi con il fondo verso il basso, per questa operazione ho utilizzato dei guanti!!


 Aiutandomi con dei legnetti continuo la rotazione dei pezzi ogni 30 minuti, per farsì che tutta la superficie del pezzo si riscaldi in modo omogeneo


 A mezzogiorno smetto di alimentare il fuoco ed attendo che si formi un bel braciere senza fiamma viva, poi pongo i pezzi sopra il braciere facendo attenzione di collocarli con il fondo verso l'alto, questa operazione è fondamentale per ridurre le rotture al minimo, guardate con attenzione il colore dei pezzi!
 Dopo 15 minuti i pezzi cambiano colore, il bordo della ciotola diventa più scuro mentre il centro della base non varia colore, significa che la temperatura del pezzo sta salendo in modo graduale
 Dopo 30 minuti i nostri ciotoloni hanno cambiato colore, adesso è il momento di fare un bel fuoco e portarli alla massima temperatura
 alle ore 14.00 copro i pezzi con legna e ramaglie


 proseguo ad alimentare il fuoco fino alle 16.00, i pezzi ora sono incandescenti!!
 Alle ore 17,30 smetto di alimentare il fuoco, alle ore 18.00 copro i pezzi di cenere braci e poi copro il tutto con terra e ramaglie verdi.
 per fortuna che ho il mio aiutante...
 Alle ore 18,30 disotterro con cura i ciotoloni
 Il risultato: tutto cotto con buone sfumature dall'arancione al grigio con chiazze nere, l'esperimento è riuscito ora tocca a voi provare, ho volutamente messo i tempi di cottura per aiutarvi, poi con il tempo e l'esperienza farete a modo vostro.
Come avete visto nulla di difficile....la cottura primitiva non è roba da esperti ceramisti, basta solo che qualcuno vi dia qualche indicazione tipo....i tempi indicativi di cottura e le fasi principali.....questo è il mio spirito con cui semplicemente faccio ceramica.


Un ringraziamento a Roberto e Flavia di Ceramica Vicentina per avermi dato la possibilità di eseguire questo esperimento presso la loro azienda.



.......nei prossimi post vi mostrerò i risultati del corso di pittura vascolare greca che ho recentemente frequentato.

Alla prossima, ciao.

Ivan

sabato 12 novembre 2016

tutorial: tecnica di foggiatura a "colombino"

Questa tecnica di foggiatura, tra le più antiche utilizzate dall'uomo, permette di realizzare svariate forme dalla ciotola alla statua e consiste nel costruire dei colombini d'argilla che verranno successivamente montati all'interno oppure all'esterno di un contenitore che servirà da stampo.
 Nel caso vogliate realizzare, come l'esempio che ora vi mostrerò, un semplice ma d'effetto piatto decorato a colombino, procuratevi per prima cosa la materia prima...l'argilla!!
Se non avete molta pratica con questa tecnica, vi consiglio di iniziare con dell'argilla semirefrattaria.

La prima operazione  consiste nel far scorrere sotto il palmo delle vostre mani un pezzo d'argilla, premete lievemente ....ma molto lievemente e fate scorrere le mani dal basso verso l'alto fino ad ottenere un colombino del diametro che determinerà lo spessore dell'oggetto che intendete realizzare.


Ora prendete un colombino ed attorcigliatelo su se stesso formando una spirale facendo bene attenzione a premere il colombino con il pollice ad ogni centimetro


Prendete l'oggetto che intendete ricopiare, ricordate però che l'argilla necessita di materiali porosi, come il legno, la terracotta il gesso, mentre per i materiali non porosi come vetro, plastica e metallo, dobbiamo mettere una pellicola trasparente per impedire che l'argilla si incolli.
Posizionate la spirale nel centro ed incominciate a montare i colombini a vostra fantasia, per un miglior risultato è bene partire con un progetto, meglio se con una matita abbozzate il vostro disegno sullo stampo.
Per attaccare i colombini fra di loro, basta  inumidire le superfici a contatto con dell'acqua, se volete essere sicuri del risultato, uniteli con la barbottina.

Ps: la barbottina è la colla dell'argilla, si realizza sminuzzando dell'argilla secca lasciandola coperta da un velo d'acqua per 10 minuti, poi con un pennello si mescola il tutto fino a d ottenere una crema, ricordate che la barbottina deve essere prodotta con la medesima terra che andrete a foggiare!!



Procedete con calma, ricordate che se non avete più tempo ma volete proseguire perchè l'oggetto non è terminato, basterà mettere tutto in una borsa di nylon e chiuderla per bene.



Terminato il lavoro di costrizione e montaggio dei colombino, utilizzando una stecca (se non l'avete...pazienza ...rubate un cucchiaino dalla cucina) andate a saldate i colombini tra di loro, spostando largilla da un bordo all'altro, attenzione che non dovete semplicemente coprire le fughe, ma dovete far in modo che i colombini si compenetrino tra di loro.


 Poi con una spatola levigate e sistemate il piano....non avete neanche la spatola.....ma che razza di ceramisti siete? Vabbè allora rubate una tessera...no bancomat o carte di credito!! Le tessere vanno benissimo per questo utilizzo.



Ora dobbiamo costruire dei piedini di supporto, in questo caso abbiamo realizzato dei semplici bottoni d'argilla impressi con uno speciale stampino.....un vecchio pomolo in ottone, reperibile nei mercatini delle pulci per pochi centesimi.



I piedini dobbiamo incollarli con la barbottina.


Ora il piatto va fatto asciugare lasciandolo sullo stampo, poi una volta ben secco lo potrete cuocere e decorare a vostro piacere.
Nella foto sottostante, il nostro colombino è stato cotto con la tecnica raku.



Un particolare ringraziamento a Lucia, autrice del piatto a colombino.

Ciao a tutti.

Ivan