sabato 21 marzo 2015

Tutorial: uso dei distanziali - eliminiamo le rotture nelle cotture raku!!


In questo post voglio mostrarvi un attrezzo molto utilizzato nella cottura della ceramica: il distanziatore "treppiede" in acciaio. 
Questo oggetto disponibile in svariate forme e dimensioni serve per isolare un oggetto interamente smaltato dal piano del forno, senza questo separatore il piano dell'oggetto si fonderebbe sulla lastra del vostro forno danneggiandola irreparabilmente, oltre che distruggere l'oggetto!!
Un ottimo economico sistema per proteggere le lastre del forno ( che costano!!) sia tradizionale che raku, è quello di stendere un impasto di caolino e quarzo al 50% con acqua, fate una crema e spennellatela abbondantemente sulle piastre, questa soluzione funge da separatore ed è la stessa soluzione che si applica sui pezzi da cuocere con la tecnica raku naked!!


 Ecco alcuni esempi di treppiede che io utilizzo nel mio laboratorio, generalmente questo tipo di distanziale lo uso per la cottura nel forno tradizionale elettrico ma potete anche utilizzarlo nel forno raku, l'unica accortezza  è che a volte si attaccano all'oggetto, e poi una volta inserito nella cassa di riduzione si staccano rimanendo nella segatura......!!




 Nelle foto vediamo tre esempi di treppiede, a voi la scelta di trovare quello più idoneo, di norma costano da 1.50 euro ai 2,50 euro cadauno, sono in acciaio e pertanto non scoriano.

Spesso e volentieri durante le cotture raku i pezzi si rompono, difficilmente nella prima infornata, ma sempre nelle successive, io questo problema l'ho risolto al 100% applicando delle piastrelline (pezzi di piastre in refrattario) tra la piastra del forno raku e l'oggetto.



 Nella prima infornata il pezzo appoggia su una piastra fredda e quindi non ci sono problemi, mentre la seconda infornata la piastra non sarà sicuramente più di 400°C quindi se vi  appoggiate un pezzo esso subirà una dilatazione troppo brusca provocando delle fessure se non rompendosi..

Quindi vi consiglio di cambiare ad ogni infornata le piastrelle che fungono da separatore, appoggiatevi tranquillamente sopra i vostri pezzi e vedrete che le rotture diminuiranno notevolmente se non addirittura scompariranno.


Buone cotture raku.

Ivan







mercoledì 11 marzo 2015

Sculture raku










Opere realizzate da Camilla Prosser, la cottura è stata eseguita dal sottoscritto, per la forte riduzione ho utilizzato carta da giornale e crusca, che rispetto alla segatura ha il vantaggio che puzza molto meno e non lascia segni sullo smalto.
Lo smalto utilizzato sulla sfera e sulle figure è un miscuglio di rame carbonato e smalto oro per raku, quest'ultimo lo potete acquistare presso Ceramica Vicentina, chiedete di Roberto, il titolare della ditta, a lui il merito di creare degli smalti di notevole effetto e sopratutto...senza sorprese, il risultato  è garantito basta rispettare la temperatura di cottura, in questo caso di 920°C.

Buon lavoro!!

Ivan





domenica 1 marzo 2015

cactus e ovo....tazzine da caffè!!

Ho rispolverato alcuni simpatici articoli della ditta Ivari complementi (di cui ero il titolare) per mostrare come l'abbinamento vetro di Murano e argilla siia di effetto.
Le tazzine sono in argilla (terra rossa ) ricoperte di smalto, mentre i piattini sono in vetro di Murano realizzati con la tecnica della vetrofusione....nel laboratorio percorso argilla utilizziamo largamente il vetro di Murano acquistato presso la rinomata azienda Effetre www.effetremurano.com.






Per realizzare il piattino ho ritagliato e molato una lastra bdi vetro bianco,  poi  l'ho cosparsa della graniglia (vetro macinato prodotto nel mio laboratorio) con una base di graniglia sottile avorio, topazio scuro e chiaro.
La formella di vetro  è stata riposta all'interno del forno per vetrofusione e portata alla temperatura di 780°C, a questa temperatura il vetro e la graniglia di Murano si compenetrano formando un unica lastra.
Successivamente ho rimesso la lastra nel forno, appoggiandola prima sopra uno stampo di argilla refrattaria, poi una volta impostato il programma il forno è arrivato a 680°C.
A questa temperatura il vetro si piega e si adagia esattamente sulla superficie dello stampo. 


   





Per il piattino "Ovo" ho utilizzato una lastra di vetro bianco, per il tuorlo della graniglia giallo scuro della effetre cod. 421.