giovedì 26 giugno 2014

Tutorial Saggar fired


Saggar fired: materiali utilizzati, temperatura di cotture e tutto quello che serve per ottenere dei sorprendenti risultati decorativi utilizzando questa tecnica di cottura molto interessante.

Il test che ora vi propongo è stato realizzato durante uno dei miei corsi di cottura raku ( che comprendono oltre agli smalti raku anche  naked, crine, e paper clay).

Gli oggetti del corso sono stati foggiati utilizzando dell'argilla semi refrattaria cod. RRS05, e decorati con ossidi metallici, il tutto acquistato presso la ditta Industria ceramica Vicentina srl ( chiedete di Roberto il proprietario, molto disponibile e competente!!).

Dopo una prima cottura a 950°C, gli oggetti sono stati spennellati abbondantemente con del cloruro ferrico un prodotto per incisione che si usa in campo elettronico, fate molta attenzione perchè macchia e corrode.
Potete acquistarlo presso la ditta www.nuovadeltaelettronica.it.
   
Successivamente ho preparato delle soluzioni di acqua ed ossidi metallici (5gr per 50 gr di acqua), gli ossidi che ho utilizzato sono: ossido di ferro nero, giallo e rosso, ossido di rame nero e carbonato di rame. Chiaramente potete utilizzare anche altri ossidi e carbonati a piacere.





Dunque per ricapitolare, ho preso gli oggetti  e li ho spennellati abbondantemente di cloruro ferrico, poi dopo averli fatti asciugare per qualche minuto, ho mescolato le soluzioni di ossido con materiale vegetale come segatura, crusca, sale, caffè, e sopratutto foglie secche e fiori, quest'ultimi è meglio metterli in ammollo nella soluzione di ossidi, almeno alcuni giorni prima.


In questa fase, disponiamo i pezzi su fogli di alluminio.



Appoggiamo il materiale intriso di ossidi sulla superfice dei nostri oggetti





Durante questa operazione di decorazione, dobbiamo tener presente che tutto il materiale naturale verrà bruciato durante la cottura, ma resterà l'impronta lasciata dall'ossido!!


Terminata l'operazione di decorazione, avvolgiamo accuratamente il foglio di alluminio tutto attorno al nostro oggetto


..poi con una punta di legno o di metallo pratichiamo dei fori per far entrare del fumo  durante la fase di carbonizzazione (quando il pezzo viene tolto dal forno raku ed inserito nel bidone per la riduzione) ..

...alla fine leghiamo tutto utilizzando del filo di ferro, meglio se di acciaio inossidabile.


ora che i nostri pezzi sono ben impacchettati come trote al cartoccio, li inseriamo nel nostro forno raku, lo accendiamo e con il cannello ad una media potenza,  li portiamo ad una temperatura massima di 630°C, in circa 30 minuti...ovviamente per dei pezzi delle dimensioni come quelli fotografati) 


Arrivati a 630 °C li togliamo dal forno e li inseriamo nel bidone della riduzione


a causa della temperatura troppo bassa, la carta o la segatura (io uso la crusca puzza di meno!!) non si accende con il semplice contatto con il pezzo come avviene nel raku classico, quindi dobbiamo accenderla prima di inserire i pezzi.

Dopo aver inserito i pezzi nel contenitore per la carbonizzazione (ricordate che il fumo penetrerà nei fori che avete fatto) lasciateli per almeno 10 - 15 minuti prima di estrarli utilizzando le apposite pinze raku.

Tagliate il filo metallico e liberate gli oggetti dal foglio di alluminio.






Lavateli con dell'acqua corrente utilizzando una spugna morbida senza strofinare troppo, poi il giorno successivo, se lo desiderate, potete passare della cera per pavimenti per far risaltare gli effetti degli ossidi metallici.

Buon lavoro e non esitate a contattarmi per eventuali domande.


cell. 3282741348

Ivan.